Effetto della Metformina pretrattamento sul danno miocardico durante l’intervento di bypass coronarico nei pazienti senza diabete mellito

Durante il bypass coronarico ( CABG ), l’ischemia e la riperfusione danneggiano il tessuto miocardico, e l’aumento postoperatorio della concentrazione plasmatica di troponina è associato a un esito peggiore.
Si è determinato se il pretrattamento con la Metformina limiti il danno a livello cardiaco, valutato dalle concentrazioni di troponina, durante l’intervento di bypass coronarico nei pazienti senza diabete.

Uno studio monocentrico controllato con placebo in doppio cieco, MetCAB, è stato effettuato in un ospedale accademico di Nimega (Paesi Bassi) in pazienti adulti senza diabete sottoposti a una procedura elettiva CABG a cuore fermo ( on-pump ).
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a Metformina cloridrato ( 500 mg 3 volte al giorno ) oppure placebo ( 3 volte al giorno ) per 3 giorni prima dell’intervento chirurgico.
L’ultima dose è stata somministrata circa 3 ore prima dell’intervento chirurgico.
Pazienti e ricercatori non conoscevano l’assegnazione del trattamento.

L’endpoint primario era la concentrazione plasmatica di troponina I ad alta sensibilità a 6, 12 e 24 ore dall’intervento chirurgico post-riperfusione.
Gli endpoint secondari comprendevano la presenza di aritmie clinicamente rilevanti entro 24 ore dalla riperfusione, la necessità di un supporto inotropo, il tempo alla detubazione, la durata del ricovero nel reparto di terapia intensiva e l’uso post-operatorio di Insulina.

Tra il 2011 e il 2013, sono stati casualmente assegnati 111 pazienti al trattamento ( 57 a Metformina e 54 a placebo ).
5 pazienti sono usciti dal gruppo Metformina e 6 dal gruppo placebo.
52 pazienti nel gruppo Metformina e 48 pazienti nel gruppo placebo sono stati inclusi nell’analisi.

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La media geometrica di troponina I ad alta sensibilità è aumentata da 0 mcg/l a 3.67 mcg/l con Metformina e a 3.32 mcg/l con placebo 6 ore dopo la riperfusione; 2.84 mcg/l e 2.45 mcg/l, rispettivamente, a 12 ore; e 1.77 mcg/l e 1.60 mcg/l a 24 ore.

Le concentrazioni non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi ( differenza 12.3% per tutte le visite, P=0.35 ).

Il verificarsi di aritmie non è risultato differente tra i due gruppi ( 3 di 52 pazienti che hanno ricevuto Metformina, 5.8%, vs 3 dei 48 pazienti che hanno ricevuto placebo, 6.3%; P=1.00 ).

Non c’è stata differenza tra i gruppi nella necessità di supporto inotropo, tempo di detubazione, la durata del ricovero nel reparto di terapia intensiva, o uso post-operatorio di insulina.

Nessun paziente è deceduto entro 30 giorni dall’intervento chirurgico.
Il verificarsi di disturbi gastrointestinali ( soprattutto diarrea ) è stato significativamente più alto con Metformina rispetto a placebo ( 11 su 52, 21.2%, vs 2 su 48 pazienti, 4.2%; P=0.01 ).

Il pretrattamento con Metformina a breve termine, anche se sicuro, non sembra essere una strategia efficace per ridurre il danno miocardico periprocedurale nei pazienti senza diabete sottoposti a bypass aorto-coronarico. ( Xagena2015 )

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